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19/08/2007
Incredibile, dopo anni di attesa sono finalmente sull'aereo in
viaggio verso gli U.S.A. Siamo un gruppo di otto persone, 7
adulti ed un ragazzo di 13 anni.
Sveglia alle 3,00 - Partiamo da casa verso le 4,15 e
dall'aeroporto di Malpensa con la British Airways alle 8,20.
Abbiamo fatto un primo check-in self-service, convinti di
risparmiare tempo aiutati anche da una hostes gentile, ma poi
abbiamo comunque dovuto rifare tutto al check-in tradizionale.
Non siamo riusciti ad avere tutti i posti vicini, due di noi
sono lontani dal gruppo, pazienza.
Facciamo scalo a Londra LHR. Naturalmente atterriamo dopo aver
attraversato le solite nubi che nel ciel di Londra non mancano
mai.
Controlli di sicurezza: dobbiamo togliere le scarpe, e chi
scrive, anche la cintura.
Partiamo quindi da Londra alle ore 11,00 locali, sorvoliamo
l'Islanda, il sud della Groenlandia e già ci emozioniamo nel
vedere le distese dei ghiacciai e i mille iceberg dei quali
dall'alto non riusciamo a capirne le dimensioni. Il video
davanti a noi, che ci illustra la mappa del viaggio, ci indica
che stiamo sorvolando Calgary in Canada e poi giù lungo la
California fino alla mitica baia che si svela sotto di noi
regalandoci la mistica visione di un Golden Gate appena
accennato dai rossi piloni che a stento emergono dalla nebbia
che, ahimè, sembra sia frequente proprio in questo periodo.
Ore 13,40: Emozionante l'atterraggio, perfetto, anticipato da
uno scambio di sguardi, a tu per tu, ...... con la superficie
delle acque della baia.
All'arrivo iniziano i vari controlli, oltre alle scarpe, tolgo
la cintura e in più mi perquisiscono, solo io fra tutti noi, la
signora che mi perquisisce fa una battuta sul fatto che sono
alta .... quindi valgo due??!!
Al controllo passaporti, prendono anche le impronte digitali (i
due indici) e ci fotografano.
Consegnamo la dichiarazione per la dogana ed il modulo verde
I-94W. Di quest'ultimo ci viene pinzato sul passaporto un
tagliando che dovremo poi restituire al rientro. Molto
importante!
Ulteriori domande su che fine hanno fatto i passaporti vecchi,
mah!? Sono scaduti!!
Respiro di sollievo! Le valige sono tutte con noi, riconoscibili
dall'involucro verde con cui sono state avvolte alla partenza
(molto comodo).
Ben due orologi si sono fermati....a causa dei metal detector o
semplice coincidenza??
Abbiamo prenotato via internet un pulmino da 12 posti, speriamo
così di stare comodi: noi e le valige (6 valige e 8 bagagli a
mano)
Ci dirigiamo quindi verso la stazione di noleggio tramite un
trenino apposito.
Mitico pulmino amaranto targato Nevada;
ci accompagnerà per tutto il viaggio anche “Luisa” - così
abbiamo chiamato il navigatore satellitare che parla benissimo
italiano!!!!
Waw! Siamo sulla 101 verso Nord, puntiamo dritto alla Lombard
Street dove abbiamo prenotato l'albergo.
A proposito, abbiamo ritenuto opportuno prenotare tutti gli
alberghi dall'Italia, via internet.
Certo questo ci impone delle tappe obbligate, ma siamo tutti più
tranquilli; questo periodo e tra quelli più affollati di turisti
e abbiamo previsto tragitti molto lunghi quindi non avremmo
avuto il tempo e la voglia di cercare di volta in volta le
sistemazioni per la notte.
San Francisco ci accoglie, come si dice, in tutto il suo
splendore.
Ci sistemiamo in motel, mangiamo qualche cosa in un vicino
ristorante spendendo in media 25 dollari a testa.
25/30 dollari sarà la media di quello che pagheremo nei
ristoranti. Diversamente, presso i Denny's, Subway, ecc., la
media della spesa non andrà oltre i 12/13 dollari a testa.
Siamo stravolti andiamo a dormire verso le 11,00 pm ora di San
Francisco..... siamo in ballo da ben 29 ore!!!!
20/08/2007
Sveglia al mattino per visitare Frisco, ahimè, causa emicrania...fuori
uno!. Gli altri iniziano a visitare la città con un city
sightseeing tour, partendo da Union Square.
Questo tour è molto utile per avere una immediata idea di San
Francisco down town, lungo il percorso si vedranno oltre Union
Square (Grandi magazzini, Teatri, Cable Car), Chinatown Gate
(Pagoda Gates, Shopping, Restaurant), Financial District (Transamerica
Pyramid, Bank of America Building), North Beach (Ristoranti
italiani, Coit Tower, Washington Square), Lombard Street (Russian
Hill, la collina con le ripide curve in mezzo ai fiori),
Fisherman's Wharf (Pier 39, partenze per le crociere nella baia,
Alcatraz, negozi, ecc.).
Risolta l'emicrania, il gruppo si riunisce e si va a mangiare al
Pier 39 – Incredibili le portare all' “all you can eat”!!!
Pier 39 è un vecchio molo ora dedicato tutto al turismo, pieno
di negozi, ristoranti e turisti....quanti italiani!!! Sarà
perchè l'euro è più forte o è sempre stato così??
In tutti questi negozi c'è da perdersi, tra poster, magliette
cappellini, perle ancora chiuse nelle ostriche...
Tutto molto bello. Alle spalle del Pier 39 si eleva la collina
Telegraph Hill con la famosa Coit Tower e si riconosce tra i
vari palazzi la Transamerica Pyramid simbolo del distretto
finanziario della città.
Riconosciamo l'isola di Alcatraz e il Bay Bridge, ma il Golden
Gate fa mostra di sè solo parzialmente alternandosi con la
solita nebbia che dall'oceano cerca spazio nella baia, ma che
poi si ferma lì giusto giusto per nasconderci il ponte d'oro.
Andiamo poi verso il Fisherman's Wharf, anch'esso pieno di
negozzi, con l'intenzione di prendere il sightseeing bus e
finire il viaggio iniziato al mattino, ma contrariamente a
quanto scritto sulla brochure, l'ultima partenza è stata alle
cinque e noi siamo in ritardo, la prossima sarà alle sei, ma
siccome è considerato night tour ci vuole un biglietto diverso.
Poco male, i nostri biglietti sono considerati validi anche per
quando saremo di ritorno a S.Francisco alla fine del viaggio,
quindi rimandiamo il tour a fra quindici giorni.
Partiamo quindi per Alamo Square, bellissima piazza
caratterizzata dalle tipiche villette vittoriane alle cui spalle
si innalza lo skyline della città. Ehi, ma qui fa freddo!!
Siamo quasi al tramonto quindi ci affrettiamo verso le Twin
Peaks. Da non perdere! Si tratta di una collina, dalla cui
sommità si vede la città e la baia ... e al tramonto....beh è da
vedere!!
Fa sempre freddo!!! tipo 15 gradi con vento.
21/08/2007
S.Francisco-Monterey-Big Sur-Merced
Partenza per Monterey. Purtroppo c'è la nebbia.
Attraversiamo il Presidio prendendo l'Hw 1, ma non vediamo
molto; attraversiamo San Josè e proseguiamo oltre. Intuiamo la
presenza dell'Oceano Pacifico alla nostra destra, ma non
riusciamo a vederlo. Sulla strada ci fermiamo a comprare della
frutta da un negozio lungo la strada. C'è anche una fontanella
per poterla lavare e mangiare subito. Buonissima! Un cartello ci
comunica che nei campi lungo la strada i carciofi stanno
crescendo!!
Arriviamo quindi a Monterey. La nebbia si è alzata leggermente.
Andiamo subito al Fisherman's Wharf, mangiamo una zuppa di
granchio proprio niente male. Passeggiata tra negozietti vari,
molto carino!
A Monterey cè' un bel acquario, ma purtroppo noi non abbiamo
tempo di visitarlo.
Proseguiamo il nostro viaggio percorrendo la 17 Miles Drive: è
una strada che svolge il suo percorso all'interno di una zona
privata a pagamento (9 $ totale). Ci sono ville incredibili e
naturalmente campi da golf di un verde abbagliante. Ci fermiamo
alla Spanish Bay e bagnamo i piedi nell'Oceano..Freddino!!
Fotografiamo un giocatore di golf alle prese con un tiro che
deve attraversare una lingua di oceano per atterrare dalla parte
dove si trova la buca. Mi diranno poi che questa è la buca da
golf più famosa del mondo!! E costosa penso.
Bella la costa, anche se secondo me certe nostre coste del sud
d'Italia non hanno nulla da invidiare.
Fotografiamo l'imperdibile Lone Cypress e gli alberi fantasma di
“The Gost Tree”.
Passiamo velocemente da Carmel, la cittadina di cui è stato
sindaco Clint Eastwood.
Proseguiamo quindi verso Big Sur, tenendo d'occhio la bella
Luisa, che già ci evidenzia che arriveremo a Merced molto tardi.
Arriviamo fino alla vista del ponte di ferro poi decidiamo di
tornare indietro. Questa bellissima costa è stata resa famosa
anche dagli scrittori della beat generation, il movimento
letterario degli anni 50/60 che ha fatto da base allo sviluppo
successivo del movimento hippy.
Il panorama che attraversiamo andando verso Merced è alquanto
diverso. Il caldo sta aumentando repentinamente, la vegetazione
è brulla, sembrano le colline toscane ad Agosto, solo che non si
vedono centri abitati per lungo tempo. Ad un certo punto
passiamo vicino ad una diga il cui paramento è ben camuffato,
essendo stato ricoperto dalla terra; sembra uno sbarramento
naturale...evidentemente non è alto come le dighe che siamo
abituati a vedere noi tra le nostre Alpi.
Arrivati a Merced ormai notte, ci accoglie un caldo torrido! Che
differenza da questa mattina!
Mangiamo al nostro primo Subway, catena che troveremo
comodissima: puoi scegliere come fare il tuo panino (dal tipo e
dimensione del pane alle insalate ecc.).
Le ragazze stavano già chiudendo il locale (alle 9,00 di
sera!!), ma molto gentilmente quando ci hanno visto arrivare ci
hanno aperto.
22/08/2007
Merced-Mariposa-Yosemite-Mono Lake-Bishop
Fotograferei tutto, tutto quello che fa tanto America. Le
concessionarie delle auto addobbate a festa con tutte le
bandierine, i trucks, gli astanti nei bar ... che americani!!!!
Le girls con le ampie gonne, gli uomini con stivali, cappelli da
cawboy.....ma siamo proprio nel west!!!
Arriviamo nel parco dello Yosemite (pass 20$), meta di
appassionati di trekking e soprattutto di alpinisti, scalatori.
Il paesaggio è piuttosto simile alle nostre Alpi, ma molto molto
più esteso. Bellissima la veduta da Glacier Point da cui si vede
bene Half Dom ed anche alcune cascate .
Andando poi verso il villaggio abbiamo una veduta del mitico El
Capitan, una parete verticale di 1000 metri, che i più
coraggiosi scalano in due giorni dormendo appesi a metà
scalata!!
Al villaggio, tanti turisti, metà italiani. Sembra di essere in
Italia! Mangiamo, poi riprendiamo il nostro viaggio verso il
Tioga Pass.
Durante il percorso scorgiamo, tra il bosco un orsetto tutto
nero, ma non facciamo in tempo a fotografarlo. I paesaggi che si
sussegguono, alla luce obbliqua del tramonto, sono incantevoli.
In una landa scorgiamo una famiglia di cervi.
Sta già calando la sera quando arriviamo a vedere il Mono Lake,
proseguiamo quindi verso Bishop dove passiamo la notte.
23/08/2007
Bishop-Death Valley-Las Vegas
Riposati e “mangiati” partiamo per la Valle della Morte.
Incredibile il paesaggio lunare. La Valle è proprio una valle,
cioè si scende fino a 86 metri sotto il livello del mare e poi
si risale.
Abbiamo mangiato a Furnace Creek: che nome approppriato (siamo
sui 45°C)!
Ci sono dei piccoli corvi neri che stanno con il becco aperto
per respirare meglio, e come in un film di Hitchock ti seguono
con fare minaccioso per vedere se gli dai da mangiare....brrrr!!!
E' tutto un susseguirsi di colori tenui che vanno dal giallo, al
rosa, al verdino, ma tutto molto leggero.
Mamma che caldo! Andiamo a Zabriskie Point (47°C), da non
perdere la veduta sulle dune pietrificate rese famose anche dal
film di Michelangelo Antonioni.
Proseguiamo verso Las Vegas. All'improvviso come un miraggio
appare la città.
Ci sistemiamo in albergo, bagno in piscina, e poi via per la
serata!
Mangiamo e poi saliamo sulla Stratosphere Tower (330 metri
circa) da cui si gode la vista di un paesaggio mozzafiato su
tutta Las Vegas, che da quest'altezza sembra non finire mai.
In alto sulla torre ci sono delle giostre sospese nel
vuoto......
Cerchiamo parcheggio vicino ai casinò lungo lo Strip (la famosa
strada su cui si affacciano i casinò più famosi), ma ahimè il
nostro bus è troppo alto e non ci passa (altezza massima 6 piedi
e poco più). Dobbiamo posteggiare abbastanza lontano.
Magnifico spettacolo di luci e suoni con i giochi d'acqua delle
fontane del Mirage, bello anche lo spettacolo del vulcano al
Bellagio. Bellissimo il Venetian Casinò, ci sono anche le
gondole.
Al Cesar Palace proviamo a giocare un poco alle slot, ma siccome
c'è un ragazzino minorenne ben due “agenti” gli dicono di stare
alla larga, così proseguiamo.
Tutto splendido e scintillante......e tutto questo in mezzo al
deserto!!!
24/08/2007
Las Vegas-Zion Park-Kanab
Lasciamo Vegas con il rimpianto di non avere avuto quache giorno
in più per visitarla meglio, ma il sentimento del rimpianto è
sentito quotidianamente in quanto i posti sono sempre stupendi
ed il tempo tiranno.
Percorriamo la I15 verso nord.
Usciamo dal Nevada, percorriamo per un breve tratto l'Arizona,
ed entriamo poi in Utah.
Arriviamo all'entrata dello Zion Park (entrata 25$). Decidiamo
di fermarci al Visitor Center e mangiare qualcosa.
Incontriamo una simpatica signora di origini italiane nata in
America che ci dà il benvenuto in Utah.
Ovviamente non abbiamo il tempo di visitare tutto il parco, ma
possiamo solo attraversarlo. Non voglio pensare a tutto quello
he ci stiamo perdendo!
Lungo il percorso si incontra una parete di roccia nella quale
comincia a delinearsi quello che in futuro futuro diventerà un
arco. Poi si susseguono rocce di sfumature diverse. Fino ad una
formazione a forma di panettone con la parte finale tutta bianca
tornita che ci ricorda tanto la panna montata. Eppure abbiamo
mangiato!!
Su un pendio troviamo un branco di ungulati (capre, caprioli??).
Arriviamo a Kanab per la notte, ci sistemiamo in camera poi
bagnetto in piscina.
Siamo arrivati alla vigilia di una festa country. Incontriamo
per strada gente adeguatamente vestita. Che belli!! C'è in
piazza anche un trio che suona. Tutto molto americano.
Mangiamo cena, ma alle nove ci dicono chiude il locale!!!! Orari
mormoni!.
Prendere nota: in questa zona i telefonini non funzionano. Ma io
mi trovo benissimo con le carte telefoniche: funzionano ovunque.
25/08/2007
Kanab-Bryce Canyon- UT12- Torrey
Arriviamo nei pressi del Bryce Canyon dove ci sono negozi,
ristoranti e un mini villaggio stile far west, il Best Western
Ruby's Inn e il General Store. Ci sono delle magnifiche pietre
(provenienti dalle foreste pietrificate).
Arriviamo alla vista dell'anfiteatro.........STUPEFACENTE!!!
(Sunset point)
Migliaia di guglie e pinnacoli, si innalzano maestosi, disposti
lungo un anfiteatro; sembrano ansiosi e attenti spettatori di
uno spettacolo che sta per iniziare. Sembrano tante sentinelle
il cui sguardo rivolto all'orizzonte attende il miracolo
quotidiano del sorgere del sole dal quale pretendono la luce per
accendersi di rosso fuoco, al fine di stupire e far vergognare
coloro che ignoranti credevano di avere visto tutto.
Va be! Se non ho reso l'idea non resta che visitarlo!!!
Abbiamo percorso un sentiero facilmente percorribile in discesa
un pò più arduo in salita (ah, ah), ma vale la pena, perchè
scendendo verso la base delle guglie la colorazione rossa si
accende ancora di più e crea un contrasto notevole con il blu
del cielo ed il verde della vegetazione.
Riprendiamo il pulmino e andiamo in un altro “vista point” l'”inspiration”:
molto bello anche qui. Da questo punto si capisce molto bene il
fenomeno erosivo che ha portato alla creazione di queste
formazioni.
Mangiamo e poi via di nuovo on the road sulla scenic State Road
12.
Questa è veramente una strada super! Ogni angolo, ogni sguardo
rivela colori diversi, si passa attraverso il Grand Staircase –
Escalante National Monument. Facciamo una deviazione per
visitare il Krodacrome Basin, che ci regala la vista di Geyser
pietrificati, ci sarebbe da visitare anche un arco, ma la strada
è chiusa ??!! (Grosvenor Arch)
In serata arriviamo al visitor center degli indiani Anasazi, sta
per chiudere, riusciamo comunque a fare una visita infatti è
piccolo e c'è poco da vedere, ma il ranger è molto simpatico ed
è un appassionato di ciclismo e del giro d'Italia.
Arriviamo dunque a Torrey dove dopo aver mangiato in un subway
ci rilassiamo nella piscina interna del motel e poi a nanna.
26/08/2007
Torrey-Monument
Valley-Flagstaff.
Sveglia all'alba! Oggi ci attende un lungo percorso.
Da Torrey proseguiamo verso Hanksville da dove prendiamo la 95 e
scendiamo verso Glen Canyon, arriviamo alla vista del Colorado
River dall'alto, ovviamente uno spettacolo, poi lo attraversiamo
e ci dirigiamo verso il Natural Bridges N.P.: visitiamo i tre
ponti formatisi dall'erosione dell'acqua.
L'ideale sarebbe fare il tragitto a piedi per poter vedere i
ponti da sotto, da sopra infatti si appiattiscono un po' e
perdono parte della loro bellezza. Ci attraversa la strada un
coyote: sicuramente Billy!!!
Riprendiamo il nostro viaggio e prendiamo la 261........
Dopo qualche miglia accompagnati da arbusti verdi, alti anche
circa due metri, una curva e ....
davanti a noi la strada scende ripidissima verso un deserto
rosso-marrone.....non sembra neanche vero....stiamo percorrendo
quella che scopriremo poi essere la Moghee Dugway. Pendenza:
TROPPO% - MOZZAFIATO!!
Giungiamo poi a Mexican Hat, la roccia a forma di sombrero,
cappello messicano appunto.
E poi ... ecco che entriamo nella terra dei Navajo.
Ecco, ecco, la in fondo CHE BATTICUORE , abbiamo davanti a noi
la strada che ci porterà alla mitica miticissima Monument
Valley, mille mille foto già da qui. Non si contano poi quelle
fatte all'interno del parco.
Io sono letteralmente in un'altra dimensione, mi sembra irreale
essere qui.
Grandissima commozione quando proprio mentre sto pagando
l'entrata al parco dal cd in auto inizia il brano di Morricone
“c'era una volta il west”!!
Il cielo non è limpido anzi in lontananza si sono visti un paio
di fulmini. C'è anche un po' di vento e, cribbio, mi rovinerà la
macchina digitale.
Beh io a questo punto sono in paradiso, mi ci vorrà un po' per
scendere di nuovo a terra.
Arriviamo a Flagstaff molto tardi. Il motel è sulla 66 ed è
molto accogliente, c'è una bella piscina, ma la possiamo solo
guardare: siamo stanchi morti.
27/08/2007
Flagstaff-Gran Canyon. Painted desert – Flagstaff
Al mattino partiamo verso il Grand Canyon, attraversiamo la
Coconino Forest che ci regala un sacco di colori, e poi questo
grandissimo “buco” talmente profondo e largo che faccio fatica a
percepirne il vuoto; ho come la sensazione di stare a guardare
un grande poster. Che strana cosa!!
Avevamo pensato ad un giro in elicottero, ma ci sorprende un bel
temporalone. Facciamo qualche vista point; perdiamo un pò di
tempo per via della segnaletica, giriamo giriamo e ci troviamo
sempre allo stesso posto, mah! Non abbiamo visto neanche
un'indicazione per quel percorso a sbalzo di nuova apertura.
Infatti ce lo siamo proprio perso. Qui sarebbe stato bello
prendere uno shuffle, ma è già tardi! Come al solito.
Per rientrare a Flagstaff proseguiamo sulla 64 passando da
Desert View, da dove si ha una splendida vista sul Painted
Desert. Molto scenografico.
28/08/2007
Flagstaff-Sedona. Calico Ghost Tawn- Barstow
Partenza mangiati alle 8.00
Andiamo verso Sedona attraverso Oak Creek Canyon. Man mano che
ci avviciniamo scorgiamo le rocce rosse tra la ricca vegetazione
verde. A Sedona poi queste rocce rosse dominano lo sfondo.
Sedona è bellissima, una cittadina disegnata tra i colori di una
tavolozza di un pittore originale.
E beviamo anche un ottimo espresso. INCREDIBILE.
Partiamo decisi verso Barstow, i chilometri sono tanti e il
paesaggio mi aspetto che sarà un po' monotono.
Deserto, deserto deserto. Sempre suggestivo, ma deserto deserto.
Vediamo parecchi treni lunghi lunghi lunghi......
Sosta dalle parti di Needles. Ci fermiamo: attimo di panico,
prima di aprire la porta del pulmino chiedo a tutti se sono
d'accordo, se sanno quello che fanno perchè oltre i finestrini
vediamo all'ombra di enormi Truks decine di corvacci grossi e
neri immobili con i becchi aperti......ma che caldo fa??!!
DA MORIRE! Corriamo nel locale verso la benedetta aria
condizionata prendiamo il minimo necessario perchè il locale
lascia un poco a desiderare. E' la prima volta che ho proprio la
sensazione di sporco.
Tappa successiva in un Wal-Mart. Il mio primo Wal-Mart. C'è
tutto, anzi di più.
Arriviamo in serata a Calico una città fantasma a ridosso di
Barstow. Per fortuna arrivando al tramonto, ci godiamo i colori
accesi e soprattutto una temperatura umana.
Carina, anche se a quest'ora è già tutto chiuso. Il paesino
rende molto l'idea di come erano i villaggi nel secolo scorso.
Arriviamo a Barstow. A nanna.
29/08/2007
Barstow-Sequoia Park-Stockton
Partenza alle 7.00 (Chissa perchè di tanto in tanto mi viene in
mente Fantozzi)
Arriviamo a mezzogiorno al Sequoia N.P.
Alcuni lavori in corso ci obbligano ad una fermata imprevista,
ma c'è una simpatica ranger che chiacchiera un po' e il tempo
passa presto. La strada a salire è tortuosa, ma man mano che si
sale si cominciano a vedere le prime sequoie. Sono maestose, i
tronchi sono più rossi degli altri alberi, e le dimensioni sono
notevoli.
Visitamo il Generale Sherman. Occorre fare una piacevole
passeggiata per raggiungerlo. Dei cartelli ci avvisano che la
successiva salita per il rientro potrebbe essere difficoltosa
per chi ha problemi di respirazione a causa dell'altitudine.
Il Generale non ci delude: è la pianta con il tronco più largo
al mondo. La più alta si trova invece nei parchi di sequoie che
si trovano sulla costa a nord di S.Francisco.
Vediamo anche un orsetto nero che ci attraversa la strada. Poi
in una radura un'altro che si trastulla vicino ad un cespuglio.
Fantastici.
Arriviamo a Stockton, tardi, niente piscina.
Per cenare cerchiamo un Denny, “Luisa” fa casino o forse chi
l'ha impostata, e invece di arrivare davanti ad un fast food
arriviamo davanti ad un negozio chiuso di scarpe “Danny's Shoes”.
Questo dopo circa venti minuti di strada!!! Rassegnati prendiamo
un panino in uno Store aperto la notte.
30/09/2007
Stockton-Fortuna.
Oggi ci aspetta una tirata di circa 500 chilometri per arrivare
in un paesino dove ci sono alcuni parenti.
Paesaggi gradevoli, ma niente a che vedere con quanto visto nei
giorni scorsi, e alcuni di noi cominciano ad accusare la
stanchezza del viaggio.
Prima di arrivare a Fortuna ci fermiamo a visitare il Richardson
Grove N.P. Qui ci sono delle sequoie altissime. Ne compro una di
dieci centimetri. La pianterò nel mio giardino, magari non
troppo vicino alla casa! (P.S.: è morta dopo due mesi. Sorry!!)
Arriviamo a Fortuna, scarichiamo i bagagli e andiamo alla
ricerca dei parenti. Abitano vicino a Ferndale, hanno un ranch
con circa 250/300 mucche. Li troviamo! Ecco gli zii d'America,
sono proprio loro! Molto molto americanizzati.
Andiamo tutti insieme a cena a Ferndale. Bellissimo paese
vittoriano in cui sono stati girati parecchi film proprio per la
bellezza delle case sulla Main Street. Qui ahimè c'è la nebbia e
fa freddino (l'oceano è vicinissimo).
Incredibile, all'entrata del locale tipico americano c'è un
cartina che riporta proprio il tratto delle nostre alpi. Infatti
il proprietario è un discendente di un signore emigrato qui
dalla Valle Ossola.
Specialità del giorno: polenta!! Noi piemontesi polentoni
dall'altra parte del mondo a magiare polenta! Grande!
Quando usciamo dalla sala pranzo, passiamo dal locale bar e
meraviglia c'è un'effervescente signora ottantenne, con la
chitarra che canta musica country. Non ci sono parole!!
31/08/2007
Lasciamo il motel e passiamo a fare colazione dai parenti.
Con trecento mucche ci danno il cappuccino con il latte delle
cialde ordinate via internet!!! Questi americani!
Fortunatamente hanno del latte della latteria del posto da farci
assaggiare, ottimo e biologico.
Giro di boa. Partiamo per S.Francisco.
Oggi ci aspetta il Golden Gate.
Lasciamo la strada normale per fare il tratto della Avenue of
the Giants, così ci godiamo ancora la vista delle magnifiche
sequoie.
Ci fermiamo a mangiare qualche cosa in un paesello, fa molto
caldo, prima di salire sul pulmino accendiamo il motore per
attivare l'aria condizionata, poi ovviamente chiudiamo la
porta..................le chiavi sono dentro e le porte
bloccate!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Panico.
Anzi, niente panico, siamo in America.
Tre di noi vanno alla ricerca di un meccanico, carrozziere,
insomma qualcuno che sappia cosa fare.
Nel frattempo un signore che ha seguito la scena si avvicina per
chiedere se c'è bisogno d'aiuto. Altroché! Spiegato l'accaduto,
questi si offre di aiutarci perchè ex carrozziere, dice lui, e
ha gli attrezzi nella macchina. Nel frattempo arriva anche il
meccanico, abbiamo due esperti, che quindi fanno a gara a chi
apre prima il finestrino....pronti attenti via, in pochi secondi
l'esperto scassinatore ops il signore che aveva offerto il suo
aiuto vince sul meccanico che era fornito dei più moderni
attrezzi. Applausi da parte nostra e di alcune persone che hanno
assistito alla scena. Non vogliono essere pagati, offriamo loro
almeno da bere, insistiamo, ma non c'è verso, solo i
ringraziamenti e strette di mano. Grandi americani.
Ragazzi che spavento però!
Verso il tramonto arriviamo al Golden Gate.
Affiora timido dalla nebbia arrossendo ?!
Eh si anche oggi c'è la nebbia......e il vento!
Fa un freddo polare il vento è fortissimo e porta le nebbie
verso la baia dall'oceano.
Stanno arrivando proprio adesso, hanno già coperto tutto il
pilone più a sud. Dobbiamo sbrigarci, facciamo di corsa il
sentierino che ci porta in un vista point situato in alto verso
la destra del ponte. STUPENDO.
Poco dopo però è sparito tutto.
01/09/2007
Siamo di nuovo a San Francisco.
Giornata dedicata alla visita della città. Terminiamo il
percorso con il sigthseeing già iniziato al nostro arrivo, poi
il battello che prendiamo al Pier 39. Da non perdere. Stupenda
la vista di Frisco dalla baia.
Si arriva fino a sotto al Golden Gate.....sempre un poco
annebbiato!
Comunque qui è tutto uno spettacolo.
In serata andiamo a Ockland alla ricerca del parco dedicato a
Jack London.
Troviamo infatti metà della casa in legno dove abitava.
Mangiamo qui in un simpatico ristorante italiano.
Alla fine ci prendiamo uno spavento incredibile, stiamo
percorrendo una strada piuttosto larga e ad un certo punto
sentiamo dietro di noi il suono fortissimo di un
treno.............E' PROPRIO DIETRO DI NOI dico DIETRO DI NOI .
Infatti i binari sono proprio sotto il nostro pulmino!!!!!
E' vero che sta andando pianissimo, ma a noi viene un infarto,
ma come si fa a far viaggiare i treni, e non un trenino
turistico, ma un vero enorme lunghissimo pesantissimo treno
americano, sulla stessa strada delle macchine????
02/09/2007
Ahimè la vacanza è finita, ci avviamo verso l'aeroporto e
siccome siamo in anticipo passiamo ancora una volta sul Golden
Gate, che miracolosamente ci accogli in tutto il suo splendore,
illuminato da un bel sole e senza nebbie. Facciamo un po' di
foto e poi via verso i tornanti della Lombard Street (è domenica
per fare questo tratto facciamo una bella coda) e poi
all'aeroporto. Consegnamo il pulmino, salutiamo “ Luisa” (il
navigatore) e con una stretta al cuore anche questi posti
favolosi.
Rifarei tutto subito. Una grande emozione durata quindici
giorni.
E il prossimo viaggio....?? |